O.r.S.A. - Organizzazione Sindrome di Angelman
MEDICINA
MEDICINA - Genetica

La GENETICA della S.A. (Sindrome di Angelman)

La diagnosi di S.A. è perlopiù clinica, ossia basata sui segni che possono essere rilevati alla visita pediatrica e neurologica. Tuttavia, essa può essere oggi confermata in circa l'80% dei casi con metodiche genetiche.

Nel 70-75% dei casi di S.A. è possibile mettere in evidenza una delezione della regione del braccio lungo del cromosoma 15 di origine materna (15q11-13) mediante la FISH (fluorescence in situ hybridization).

Nel 2-3% dei casi senza delezione è possibile riscontrare una disomia uniparentale (paterna) del cromosoma 15; il 2-5% dei casi di S.A. sono causati da mutazioni a carico del cosiddetto "imprinting center".

Questi due tipi di alterazioni genetiche sono rilevabili con una particolare analisi genetico-molecolare, il test di metilazione.

Per la S.A. è stato sottoposto il modello genetico dell' imprinting, secondo il quale i geni responsabili sono marcati (imprinted) nella linea germinale e mantengono la memoria genetica della loro origine ( paterna o materna ), determinando differenze di espressione genetica durante lo sviluppo.

Circa il 20% dei soggetti con S.A. non presentano delezione 15q11-13, disomia uniparentale o mutazioni dell' "imprinting center". In una seconda piccola percentuale di questi soggetti è stato possibile trovare la presenza di mutazioni a carico del gene UBE3A, recentemente identificato.

L'UBE3A è una composizione enzimatica di un complesso sistema di degradazione proteica (proteolisi) che ha, verosimilmente, un ruolo importante nell' embriogenesi del sistema nervoso centrale.
Il sequenziamento del gene UBE3A ha consentito di identificare finora diverse mutazioni.

Consulenza scientifica a cura del dottor Maurizio Elia di Troina (Enna)