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domenica, 17 Gennaio 2021

Terapia delle Epilessie

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Articolo Terapia delle Epilessie | ORSA Organizzazione Sindrome di Angelman

In occasione del Convegno di Assisi, è stata organizzata una tavola rotonda con l’obiettivo di discutere tra specialisti epilettologi dei farmaci antiepilettici per la sindrome di Angelman

L’obiettivo è stato quello di condividere e discutere le esperienze più significative riguardo l’epilessia nella sindrome di Angelman, al fine di migliorare la conoscenza dei partecipanti e traferirla all’esterno. 

Grazie al lavoro svolto dagli specialisti in particola modo  dal Dott. Giuseppe Gobbi, Dott. Antonino Romeo, Dott. Maurizio Elia, Dott. Paolo Bonanni, Dott.ssa Annarita Ferrari che nonostante le difficoltà e rischi dovuti al particolare periodo di pandemia COVID-19, hanno partecipato in presenza ai lavori, contribuendo alla realizzazione del documento che ho il piacere di presentarVi.

A loro va il più sentito ringraziamento.

Raccomandazioni per la gestione delle crisi epilettiche nella sindrome di Angelman

La sindrome di Angelman è caratterizzata da crisi epilettiche di diverso tipo, ad esordio per lo più in epoca infantile. Le crisi sono prevalentemente: 

  • miocloniche: contrazioni muscolari piuttosto rapide, improvvise che possono interessare una o più parti del corpo, senza compromissione della coscienza, talora con caduta;
  • assenze atipiche: spesso non facilmente riconoscibili; con alterazione del contatto ed interruzione/rallentamento dell’attività in corso, di durata variabile, in genere con inizio e fine graduale, che può essere accompagnata da scosse delle palpebre e/o delle braccia e/o delle gambe;
  • focali: spesso con deviazione del capo e degli occhi verso un lato, con o senza compromissione dello stato di coscienza;
  • stati epilettici non convulsivi: manifestazioni prolungate (della durata anche di ore o giorni), sovrapponibili clinicamente alle assenze atipiche, ma talora con componente mioclonica prevalente.

Fattori favorenti le crisi possono essere un rialzo della temperatura corporea, stimoli ambientali (visivi, uditivi, ecc.) o emotivo-comportamentali.

Sono  presenti, anche, frequentemente manifestazioni miocloniche non epilettiche o la cui natura epilettica è ancora dubbia.
Il mioclono non epilettico, caratterizzato da contrazioni muscolari rapide non correlate con alterazioni elettroencefalografiche, si presenta come un “tremore” ritmico, continuo, diffuso, meglio evidente alle mani, senza compromissione della coscienza e può avere una durata prolungata (ore o giorni).

Non esiste un trattamento farmacologico specifico scientificamente comprovato per la sindrome di Angelman.

Sono controindicati, perché possono peggiorare le crisi miocloniche e/o le assenze i seguenti farmaci: fenitoina, carbamazepina, oxcarbazepina, eslicarbazepina, vigabatrin, tiagabina, pregabalin, gabapentin.

Per alcuni nuovi farmaci, quali lacosamide e rufinamide, non solo non esistono al momento evidenze scientifiche sull’efficacia nel controllo delle crisi, ma è ipotizzabile un incremento delle crisi, sulla base del meccanismo d’azione.   

Risultano, altresì, inefficaci o parzialmente efficaci, i seguenti farmaci: phenobarbital, primidone, topiramato e zonisamide.

Pertanto, sono comunemente utilizzati, per la loro efficacia, i seguenti farmaci di prima generazione: valproato, etosuccimide, benzodiazepine (clobazam, clonazepam, nitrazepam, lorazepam e delorazepam).

Articolo scaricabile

Report sul farmaco GTX-102 di GeneTx e Ultragenyx

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Articolo Dottoressa Ilaria Tonazzini | ORSA Organizzazione Sindrome di Angelman

Carissimi, a un mese dall’ultimo convegno nazionale e nonostante le ristrettezze dettate dai protocolli COVID messi in atto per la salvaguardia dei partecipanti, posso dirvi che è stata per me un’esperienza unica e meravigliosa e che le famiglie che hanno partecipato si sono trovate benissimo e cosa importante, nessun partecipante e/o volontario ha contratto il Covid.

Posso confermarvi che quel magico clima che si crea tra le famiglie durante il convegno e che molti di voi partecipando hanno già conosciuto, anche questa volta grazie alla collaborazione di tutti, non è stato minimamente scalfito, ma soprattutto un grazie alla nostra amica Irene Auletta che è riuscita magicamente a coinvolgere e far “lavorare” tutti i presenti sabato sera.
Per venire incontro a chi per vari motivi legati al Covid, non ha voluto o potuto partecipare, il direttivo ha deliberato che alcuni video degli argomenti che sono stati trattati durante il convegno, previa autorizzazione dei relativi relatori, saranno di volta in volta pubblicati sul sito dell’OR.S.A.
Nel loro intervento di sabato mattina, i referenti scientifici della Roche oltre ad aggiornarci sull’andamento del trials in corso, ci hanno parlato della collaborazione di OR.S.A. con Roche e infatti a supporto della sperimentazione e del Trials in corso, la Roche, sottoscrivendo un contratto con le associazioni nazionali, ha creato un gruppo di lavoro e consulenza sulle problematiche familiari.
Questo gruppo di lavoro è formato da 6 genitori in rappresentanza delle associazioni di familiari nel mondo e provengono 2 dall’America, 1 dalla Francia, 1 dall’Austria, 1 dalla Germania e 1 dall’Italia.
Il nostro rappresentante è il sig. Bedon Emanuele, che oltre a rappresentare OR.S.A. rappresenta anche ASA l’associazione internazionale.
La sperimentazione dell’oligonucleotide di Roche è ai “blocchi di partenza” e le aspettative sono elevate, ma i tempi di sperimentazione e le modalità per l’approvazione di un farmaco sono piuttosto lunghi, circa 4/5 anni poiché devono superare diversi test che hanno diverse tempistiche.
La nostra referente dottoressa Roberta Battini membro dell’advisory board IONIS ci ha aggiornato sull’andamento della ricerca del farmaco oligonucleotide antisenso che riattiva il gene UBE3A paterno, sulle possibilità di un eventuale trials in Italia della IONIS.
È di qualche giorno la pubblicazione del reporter della GeneTx GeneTx e Ultragenyx e ovviamente la notizia ha generato un enorme entusiasmo in tutti noi.
OR.S.A. come solito, per avere un’informazione seria e corretta e per non rincorrere fantasie, ha chiesto alla dott.ssa Ilaria Tonazzini, ricercatrice esperta sulla ricerca nazionale ed internazionale sulla sindrome, di farci una sintesi del report per aggiornare le famiglie, così da comprendere meglio l’andamento e i risultati della ricerca.
La dottoressa Ilaria Tonazzini si è resa subito disponibile ed approfitto per ringraziarla a nome di tutti ed ho il piacere di pubblicare qui il suo articolo.

Report sui primi dati della sperimentazione di fase 1/2 del farmaco GTX-102 di GeneTx e Ultragenyx nei pazienti con sindrome di Angelman

GeneTx Biotherapeutics e Ultragenyx Pharmaceutical, le due aziende che hanno collaborato allo sviluppo del GTX-102, un trattamento sperimentale per la sindrome di Angelman (SA), hanno reso pubblici i primi dati dello studio di fase 1/2 del GTX-102.
Il comunicato dell’azienda si trova qui.

Noi andremo a riassumere le informazioni più importanti:

  • il GTX-102 è un oligonucleotide antisenso che riattiva il gene UBE3A paterno, somministrato per via intratecale; questo è il primo farmaco di questo tipo testato sull’uomo.
    Questo tipo di farmaco rappresenta la principale opportunità terapeutica per la SA. Altre due case farmaceutiche sono appena partite o stanno per partire con trial clinici per lo stesso tipo di farmaco (Roche e Ionis).
  • I risultati riportati dalla GeneTex/ Ultragenyx sono valutati e comunicati dalle stesse società: le società li considerano positivi anche se alcune reazioni avverse hanno portato allo stop della sperimentazione per accertamenti.
    La dichiarazione dell’azienda riporta che: “I risultati preliminari dei primi cinque pazienti trattati indicano miglioramenti sostanziali in tutti i pazienti in almeno due fattori tra quelli misurati (tra cui comunicazione, comportamento, sonno e funzioni motorie-grossolane o fini), misurati dalla Clinical Global Impression of Improvement Scale for Angelman Syndrome (CGI -I-AS).
  • Alle dosi più elevate, tutti e cinque i pazienti hanno manifestato un evento avverso grave (SAE) di debolezza degli arti inferiori correlato all’infiammazione locale dovuta a GTX-102. A seguito di questi eventi, le aziende hanno sospeso la sperimentazione sui pazienti.
    Questi eventi avversi gravi sono stati valutati come di gravità lieve o moderata e sono generalmente migliorati in un periodo di poche settimane, mentre i miglioramenti nei sintomi della SA sono stati mantenuti per tre mesi. Il protocollo di studio sarà modificato per ridurre il dosaggio del farmaco e modificare il processo di somministrazione, che dovrebbe ridurre ulteriori eventi avversi correlati al farmaco
    ”.
  • In generale, i pazienti (5 di età tra 5 e 15 anni, per 3 gruppi) hanno riportato miglioramenti significativi in vari aspetti nel comportamento, nella comunicazione e nelle abilità quotidiane (NB: le misurazioni sono state riportate dai genitori/caregiver).
    Le dosi più alte del farmaco hanno però dato effetti collaterali (debolezza agli arti inferiori, in alcuni casi fino a incapacità a camminare) ma reversibili in un paio di settimane. In dettaglio, viene riportato che l’evento avverso si è completamente risolto in quattro pazienti, mentre un solo paziente è migliorato sostanzialmente dopo tre/ quattro settimane ma ormai è quasi completamente risolto.
    I pazienti sono stati trattati con immunoglobuline per via endovenosa e corticosteroidi. La debolezza agli arti inferiori è risultata associata ad un aumento delle proteine del liquido cerebrospinale, che è stato segnalato anche in studi clinici di altri oligonucleotidi antisenso somministrati per via intratecale.
    La risonanza magnetica per immagini (MRI) ha mostrato risultati coerenti con un’infiammazione locale nella regione di somministrazione intratecale (regione lombosacrale) alle dosi più elevate di GTX-102. NB: questo sembra un effetto collaterale legato più alla via di somministrazione e alla dose alta che al farmaco in sé.
  • Le aziende hanno sospeso i trial clinici per valutare gli effetti collaterali e monitorarne il recupero.
    La sperimentazione sarà modificata per cercare di ridurre le dosi di GTX-102 per somministrazione intratecale ma riprenderà appena effettuati dei controlli.
    NB: in generale, il primo trial clinico di un farmaco serve proprio per definire la sicurezza del farmaco stesso, i possibili effetti collaterali e il range di dosi utilizzabili nell’uomo, questo è valido per tutti i (futuri) farmaci.

Quindi ci sono buone notizie:
il farmaco basato su oligonucleotidi antisenso per la SA ha mostrato effettivi migliorativi sui pazienti SA fino ai 15 anni.
Purtroppo però sono emersi anche alcuni effetti collaterali, anche se legati alle dosi più alte del farmaco.

(report redatto dalla dott. Ilaria Tonazzini).

L’OR.S.A. ritiene che la strada intrapresa è molto promettente per la concretizzazione della speranza per una cura sempre ricercata. Corre anche l’obbligo di trasferire a tutti la massima cautela sul progetto e sui futuri risultati.
Sperando di aver fatto cosa gradita nel darvi più informazioni utili possibili, invio un caro saluto a voi e alle vostre famiglie.

Treviso 07 Novembre 2020,
il Presidente OR.S.A. Tommaso Prisco

Comunicazione Ufficiale Presidenza OR.S.A.

Nuovo studio di Ben Philpot su Sindrome di Angelman

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Nuovo studio Ben Philpot su Sindrome di Angelman - OR.S.A.
Nuovo studio Ben Philpot su Sindrome di Angelman - OR.S.A.

È stato pubblicato un nuovo lavoro di Ben Philpot, PhD.
I risultati dell’articolo La perdita di un gene specifico di un tipo neuronale è legata alle crisi epilettiche della sindrome di Angelman suggeriscono ulteriori linee di ricerca correlate con gli effetti di geni critici per lo sviluppo del sistema nervoso centrale su altri tipi di neuroni.

Nuovo studio Ben Philpot su Sindrome di Angelman - OR.S.A.
Nuovo studio Ben Philpot su Sindrome di Angelman – OR.S.A.

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